Sunday, 4 October 2009

American Crazy

C’era una volta – e non solo nei giorni in cui dimenticava di prendersi la medicina – mio bisnonno Jimmy si dava a lunghi discorsi sull’antropologia. Io non avevo neanche sei anni all’epoca, e più che ai riti postprandiali delle tribù della Nuova Guinea mi interessava sapere quando sarebbe tornata la bisnonna dai negozi con il gelato. Alcune massime tipiche di Jimmy, però, mi sono rimaste impresse, forse perché lui costringeva me e mio fratello Two a ripeterle canticchiando davanti agli altri soci del “Guinness, Whiskey and Anthropology Club”, il quale, per la disperazione di mia bisnonna, si riuniva quattro volte a settimana nel salotto di casa loro.

La frase preferita in assoluto del bisnonno era: YANKS ARE CRANKS, una locuzione che riassumeva in tre parole la sua convinzione che tutti gli americani, senza eccezione alcuna, fossero pazzi. Secondo la sua teoria, questa follia collettiva dipendeva dal fatto che in secoli passati i paesi europei più illuminati avessero messo a disposizione ( “a disposizione forzata”, precisava Jimmy, ridendo) delle persone meno in possesso della salute mentale una flotta di navi più o meno in grado di raggiungere il Nuovo Mondo.

Mentre si ubriacavano, i soci del GWA Club cercavano di risolvere le perplessità derivanti dal fatto che mentre i criminali erano stati mandati verso est (in Australia), e i pazzi verso ovest (in America), tutti quelli che erano sia criminali che pazzi sono finiti in Scozia*. Io non sono mai stato in Australia, e quando vado in Scozia non scendo mai dal carro armato, ma per quanto riguarda gli Stati Uniti ho avuto diverse occasioni per mettere alla prova la tesi di Jimmy. E volete sapere una cosa? Forse non aveva tutti i torti.

Lasciamo perdere per il momento i sintomi più evidenti della demenza degli americani: il fatto che hanno eletto presidente per ben due volte non solo George W Bush ma anche Ronald Reagan (non so quanto ci convenga stabilire la scelta dei leader politici come criterio per giudicare la salute mentale di una nazione); il fatto che preferiscono American Football (that is NOT football, guys – you don’t even use your feet!); o il fatto che ritengono necessario scrivere sulla confezione dei tramezzini REMOVE BEFORE EATING (in un paese dove un ladro può fare causa al proprietario di una casa in cui lui – l’intruso – si fa male mentre saccheggia, è forse legittimo esagerare con l’auto-protezione legale).

No, lasciamo perdere tutto ciò e passiamo a Lake MacDonald nel Glacier National Park, Montana. Il posto è bellissimo: mentre aspetto la navetta che mi porterà su in montagna lungo una strada splendidamente intitolata “the Going-To-The-Sun Road”, guardo gli scoiattoli che giocano sui prati soleggiati davanti all’ufficio postale più piccolo del mondo. All’improvviso, uno degli scoiattoli sale su un palo che regge un’insegna informativa e, quando mi avvicino per osservarlo meglio, scappa. Così mi metto a studiare l’insegna: la mappa, i percorsi suggeriti, gli orari della navetta, le domande da fare agli altri visitatori al parco…Le domande da fare agli altri visitatori al parco? Ma ho capito bene? Rileggo con attenzione:

POSSIBLE QUESTIONS TO ASK OTHER VISITORS TO THE PARK WHILE YOU ARE WAITING FOR THE SHUTTLE BUS:

In effetti, segue un elenco di domande del tipo “Where are you from?” e “How long are you staying in the Park?” Non faccio in tempo a leggerle tutte perché in quel momento arriva la navetta. Salgo a bordo e mi siedo accanto ad una ragazza carina in tenuta da trekking. “Hi!” mi dice, sorridendo. “So, where are you from and how long are you staying in the Park?” La guardo negli occhi e mi rendo conto che non sta scherzando. Comincio ad avere paura: ma questi davvero sono matti da legare. JIMMY, AIUTAMI!


* Oronzo Oracolo, un mio amico di Bari Vecchia, invece, sostiene che quelli più psicotici e pericolosi in assoluto abbiano fondato una scuola per la formazione di politici in Padania.

8 comments:

LaCoccinella said...

L'ho sempre saputo che gli americani sono dei pazzi... ma a questi livelli proprio non lo immaginavo!... e poi... remove befor eating!?!? straordinari!!!

Paul said...

E nonostante tutto ciò, ti fanno sentire davvero a casa, e ti preparano delle cene fantastiche (togliendo sempre il cellofan).

SunOfYork said...

paul, io penso che col tuo metabolismo potresti smaltire anche l'involucro dei tramezzini, comunque :)

sun

Paul said...

In effetti, Sun, l'unica cosa che non riesco a metabolizzare è il "cibo" scozzese...Il dietologo sostiene che si tratti di un problema psicomatico, ma lui non ha mai assaggiato il Mars fritto.

Lucid dream said...

La cucina scozzese risulta indigesta agli stessi scozzesi. Una mia amica che vive ad Edimburgo mi ha parlato di un piatto "appetitoso", di cui non ricordo il nome, che consiste in una testa di merluzzo ripiena del fegato dello stesso pesce.
P.S ti ricordo che tra i cibi più indigesti ci sono anche i messicani fagioli rifritti:)

Paul said...

La tua amica è fortunata di vivere a Edimburgo, LD. A Glasgow mangiano piatti simili, ma non cucinano né la testa né il fegato degli animali.

Roberta said...

LA tua avversione per gli scozzesi seondo me ha le sue radici nel tuo dna! Inestirpabile...
Cmq la follia umana non ha limiti!!!

Paul said...

Invece no, Roberta, non è una cosa innata. Da bambino - innocento e ignorante - li immaginavo molto simpatici gli scozzesi. Poi ho cominciato a conoscerli e mi sono accorto del mio errore. In realtà, però, ce ne sono alcuni simpatici. Te li posso anche nominare: (Duncan Ferguson, David Moyes, Andy Gray, Graeme Sharp, Alex Young, e Karen - una ragazza che ho conosciuto ad un matrimonio un pò di anni fa).