Thursday, 14 January 2010

Verbalizzazione - Laboratorio di Lingua Inglese

Per i miei studenti la verbalizzazione dell'idoneità al Laboratorio di Lingua Inglese avrà luogo presso l'AULA A il giorno LUNEDI' 18 GENNAIO , secondo il seguente orario:

Intermediate: ore 09,45
Advanced: ore 10,45
Specialistica: ore 11,45

Gli studenti devono presentarsi muniti di statino e libretto (o mod. 100).

Gli studenti che sono impossibilitati a presentarsi LUNEDI' 18 GENNAIO possono presentarsi presso l'AULA A il giorno MARTEDI' 19 GENNAIO (ore 9,45-12,00) muniti di statino, libretto (o mod. 100) e un'ottima scusa.

Thursday, 10 December 2009

Avviso

La prova per TUTTI i miei gruppi Intermediate (H, K e L) si terrà mercoledì 16 dicembre, ore 14,45, nell'Aula C.

Wednesday, 9 December 2009

Avviso Studenti Laboratorio di Lingua

Poiché lunedì 14 dicembre nell'Aula B si terrà la prova di Dottorato in Civiltà e cultura scritta fra tarda antichità e medioevo (la notizia mi è stata comunicata un paio di ore fa), le prove scritte di Laboratorio di Lingua Inglese (Livello Intermediate - Gruppi H e K) previste per quel giorno sono state rimandate. Non appena avrò trovato un'aula per i giorni successivi, vi avviserò.

Saturday, 5 December 2009

Lezioni di laboratorio di lingua inglese: 7-8 dicembre

Lunedì 7 dicembre: le lezioni si terranno regolarmente.

Le lezioni di martedì 8 dicembre sono rimandate a martedì 15 dicembre.

Sunday, 8 November 2009

The Sickness

Mi avevano assicurato i medici che con il tempo sarei guarito. Secondo loro, i miei sintomi – nausea mattutina, attacchi di panico, depressione alternata (molto raramente) a euforia, impulsi violenti verso gli uomini vestiti di nero, ecc. – erano da considerare del tutto normali in un diciassettenne tifoso dell’Everton.
“Vedrai,” ha detto lo psichiatra da cui mi aveva portato mia nonna (mia nonna è tifosa del Liverpool e si preoccupava non tanto del mio malessere quanto della figura che avrebbe fatto se le sue amiche al Circolo Merda Rossa fossero venute a sapere che suo nipote prediligeva i Blues), “adesso che vai ad iscriverti all’università, tutto cambierà. Tra birra, droga e donne non avrai più tempo per preoccuparti dei disastri calcistici combinati da undici uomini che non conosci neanche.”
Mia nonna sorride beata. “E’ quello che gli dico sempre io, Dottore, ma non mi vuole dare ascolto.”
Si gira verso di me. “Vieni! Prima di raggiungere il nonno al pub andiamo a comprarti un narghilè e un maxicartone di preservativi.”
Dell’università, nonostante il narghilè è stato sequestrato dal vice-rettore nel corso di un’irruzione notturna, ho dei ricordi bellissimi, e anche negli anni successivi ho sempre cercato di seguire il saggio consiglio implicito nelle parole dello psichiatra. I sintomi, però, rimangono, e alle quattro di stanotte mi sono svegliato sudando freddo in seguito ad un incubo in cui l’Everton non è riuscito ad andare oltre il pareggio con il Hull City. Dovrei cominciare a preoccuparmi?

Saturday, 31 October 2009

Incontri ravvicinati del tipo giapponese

Sono le 9,37 di venerdì mattina e sono in ritardo. Ho le farfalle allo stomaco e sto sudando, ma fortunatamente non si vede il sudore perché, mentre percorro ad alta velocità Via Carulli, scoppia una di quelle tempeste tropicali che consistano non tanto di gocce quanto di colonne di acqua. Nel giro di 30 secondi, infatti, non sono più riconoscibile come essere umano e, all’angolo di Corso Cavour, vengo scambiato da un gruppo di turisti giapponesi per una fontana. Da sotto i loro ombrelli supertecnologici Suzuki, mi fanno le foto, sfogliano freneticamente le guide in cerca di informazioni sulla mia storia, e due di loro mi buttano delle monete addosso. All’improvviso mi viene lo starnuto. I giapponesi rimangono un attimo sbalorditi – evidentemente, a Tokyo e a Yokohama le fontane non si raffreddano – e poi cominciano ad emettere una serie di dittonghi improbabili che mandano in confusione una signora cieca ferma lì al semaforo ad aspettare il segnale acustico del verde. Se non fosse che sono così pieno di apprensione per l’appuntamento con il mio nuovo dentista, mi metterei a ridere.

Saturday, 24 October 2009

The Dentist & the Frullatore

Da bambino, oltre alla possibile retrocessione dell'Everton, avevo paura solo di una cosa: andare dal dentista.

Il mio dentista, Mr Hertz, aveva i denti gialli, puzzava di marcio e possedeva una laurea in Sadismo Puro e Applicato. Usava accogliere le vittime offrendole la mano sinistra – la destra essendo impiegata per mandare su di giri il trapano - e ridendo come un maniaco appena scappato da un film vietato ai minori. Pregavo quotidianamente per la sua morte.

In realtà, non so che fine abbia fatto Mr Hertz. Sarà stato forse ricatturato dal regista di Evil, Crazy Bastards e rimesso nella sua gabbia, o può darsi che Dio abbia davvero esaudito le mie preghiere e il tipo sia finito all’interno di un enorme frullatore ridente. Non escluderei neanche l’ipotesi che sia semplicemente tornato a vivere a Glasgow. Comunque sia, Mr Hertz non è più il protagonista dei miei incubi (quel ruolo adesso spetta esclusivamente ai difensori dell’Everton), e io da tempo riesco a scrivere la parola “dentista” senza tr-tr-tremare. O quasi.