Monday, 4 August 2008

L'assassino delle piante

Uno dei piaceri principali di un ritorno alla tenuta famigliare e’ nel trovarsi circondato di verde. Non parlo soltanto del verde che i nipoti moccicosi lasciano come ricordo sulle magliette – quelle che non sono ancora riusciti a bruciare o a mangiare – o del colore malsano delle faccie dei tifosi del liverpool* mentre vomitano le loro opinioni banali nella metropolitana. Mi riferisco soprattutto agli alberi, ai prati, ai fiori e all’orto che trasformano in un quadro la vista da ogni finestra di casa.

Un quadro sempre in evoluzione, ovviamente. Ieri mattina il giardino era un oasi di tranquillita’ popolata solo da passeri, gazze, api e farfalle; speravo che si facesse viva anche la piccola volpe che l’anno scorso veniva a fare la siesta sul prato, ma non e’ piu’ venuta. Sara’ forse partita in vacanza ad Ibiza, dove vanno molti animali inglesi durante l’estate. Nel pomeriggio, a piedi nudi, ho giocato a calcio con una banda di piccoli parenti e al tramonto, mentre lavoravo qui nello studio, ho potuto guardare i miei che raccoglievano gli ingredienti per la cena: una zuppa a base di aglio, piselli e zucchine; carne di maiale con patate e fagiolini; crumble (intraducibile, ma ve lo consiglio) di more e mele. Era tutto buonissimo – i miei dubbi sull’aglio si sono sciolti al primo sorso – e l’unico dispiacere era per mio padre che avrebbe voluto che anche il bacon fosse di “sua produzione”.

Mentre mi digerivo sulla veranda, riflettevo sul mistero di come due appassionati di giardinaggio come i miei, entrambi discesi da contadini irlandesi, possano aver prodotto un figlio (come me) cosi’ pericoloso per le piante. Chiariamo: amo molto tutto quello che ha a che fare con la Natura, ad eccezione dell’ortica (storia lunga che forse vi raccontero’ un giorno), delle zanzare e dei topi** . Il problema e’ che, per quanto riguarda le piante, ho scoperto di avere dei poteri “soprannaturalmente” distruttivi. Ho perso il conto del numero di piante “indistruttibili” che sono morte poche ore dopo l’ingresso in casa mia; piu’ di una volta dei volontari di Greenpeace hanno scalato i muri per salvare del basilico moribondo sul mio balcone e il mese scorso, solo guardandolo, ho ucciso un bonsai in braccia ad una signora in Via Sparano.

Ci sarebbe da disperarsi. Stamattina, pero’, sdraiato sull’erba sotto il melo a guardare gli scoiattoli che ci giocavano, ho avuto un momento di illuminazione: visto che la mia vocazione non e’ per le piante, deve essere per il bestiame. Dopo pranzo vado in campagna a comprarmi qualche maiale. Cosi’ mio padre potra mangiare il bacon fresco e io avro’ uno dei balconi piu’ ecologici di tutta la Madonnella.

* Non e’ un errore tipografico: quando si parla della squadra, e non della citta’, non si mette mai la maiuscola. Mi raccomando.
** Non cito i tifosi del liverpool perche’ non sono da ritenere naturali.

4 comments:

Jin said...

Sembra un posto idilliaco casa tua, un posto di quelli che si vedono nei film, popolato da volpi, scoiattoli e quant altro...Un posto in cui mi piacerebbe andarci.
Te l'avranno detto in molti ma voglio ripetermi:"Che cavolo sei venuto a fare in Italia? E a Bari poi?"
Mistero...

Sciroccata said...

non dirlo a me, che ho provato ad aprile a piantare dei tulipani e l'unica cosa che ho ottenuto è muffa!

SunOfYork said...

jin, needless to say, paul came here a long time ago to bring us light.

Sun

Bari Blogs said...

Jin, il fatto e' che con gli spaghetti gli scoiattoli non vengono mai bene come le cozze.

Sciroccata, mi hai dato un'ottima idea. Grazie! Vado subito a comprarmiun libro sulla coltivazione della muffa.

Sun, thank you. It is always moving for a missionary to hear that his work is appreciated. And now I finally understand the origin of your nom de plume.