I'm not sure what this says about our respective generations, but while I was getting excited about seeing my book on the shelves in Laterza and Feltrinelli, my nephews and nieces just wanted to know whether they could see it on internet. So now they can.
Wednesday, 1 April 2009
New Cat On The Block
I'm not sure what this says about our respective generations, but while I was getting excited about seeing my book on the shelves in Laterza and Feltrinelli, my nephews and nieces just wanted to know whether they could see it on internet. So now they can.
Monday, 30 March 2009
Il primogenito
Venerdì sera l’ho tenuto in braccio per la prima volta, e adesso sono tre giorni che non riesco a staccargli gli occhi d’addosso. Conosco già a memoria ogni suo tratto; lo trovo bellissimo. E’ più piccolo di quanto l’avessi sempre immaginato, ha più colore e parla in due lingue, effetti senza dubbio del misto di geni inglesi e italiani. La notte mi sveglio e mi metto a guardarlo. In qualche maniera la luce in camera è diversa adesso, più in armonia con le ombre: tutto ha più senso. Mercoledì lo presento al mondo.
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Saturday, 7 March 2009
Il Risveglio
Il primo giorno dell’anno mi svegliai con l’insolita sensazione di essere osservato. In effetti, man mano si scongelavano le palpebre e gli occhi si aprivano, mi rendevo conto della presenza intorno a me di quattro figure vestite di bianco.
“La modalità del risveglio pare essere nella norma,” disse uno di loro. “Almeno secondo i parametri tradizionali.”
Alzai la testa. “5e! Ma si può sapere di che cazzo stai parlando? Hai sei anni, per amor di Dio! Dai, togliti dai coglioni e vai a giocare a pallone o a tirare le treccine a tue sorelle.”
Imperturbati, i quattro nipoti si guardarono tra loro. “Un inizio di sindrome di Tourette?” chiese 5b, curiosa, al fratello più grande.
“Ritengo di no,” rispose 5a. “Ho analizzato a lungo ieri sera la ricorrenza di parolacce nei suoi discorsi, e non era tale da far pensare ad una diagnosi simile. In questo caso, il prediligere imprecazioni potrebbe dipendere semplicemente dallo stato emotivo del soggetto.” Si inclinò e si mise a misurarmi il polso.
“O, Cristo! Basta! Bambini, fatemi un favore e sparite! Voglio dormire in pace.”
“In effetti, è un tantino agitato,” osservò 5c. “Secondo voi, sarà dovuto ad un eccesso di attività motoria,?”
“Sarebbe sicuramente utile avere le immagini a risonanza magnetica per vedere un po’ il funzionamento della parte anteriore del cervello,” disse 5b. “Che ne….”
Le parti sia anteriori che posteriori del mio cervello stavano per scoppiare. “AA-VAAAST! NON VI SOPPORTO PIUUUU’!!!”
Annuendo, come se avesse avuto conferma di una teoria che stava elaborando da tempo, 5a fece cenno agli altri di uscire. Rimasto finalmente in santa solitudine, e ricordando il consiglio datomi da mio nonno (“Se mai per disgrazia capiti in Scozia, cerca di rimanere sveglio il meno tempo possibile!”), mi augurai un felice nuovo anno e richiusi gli occhi.
“La modalità del risveglio pare essere nella norma,” disse uno di loro. “Almeno secondo i parametri tradizionali.”
Alzai la testa. “5e! Ma si può sapere di che cazzo stai parlando? Hai sei anni, per amor di Dio! Dai, togliti dai coglioni e vai a giocare a pallone o a tirare le treccine a tue sorelle.”
Imperturbati, i quattro nipoti si guardarono tra loro. “Un inizio di sindrome di Tourette?” chiese 5b, curiosa, al fratello più grande.
“Ritengo di no,” rispose 5a. “Ho analizzato a lungo ieri sera la ricorrenza di parolacce nei suoi discorsi, e non era tale da far pensare ad una diagnosi simile. In questo caso, il prediligere imprecazioni potrebbe dipendere semplicemente dallo stato emotivo del soggetto.” Si inclinò e si mise a misurarmi il polso.
“O, Cristo! Basta! Bambini, fatemi un favore e sparite! Voglio dormire in pace.”
“In effetti, è un tantino agitato,” osservò 5c. “Secondo voi, sarà dovuto ad un eccesso di attività motoria,?”
“Sarebbe sicuramente utile avere le immagini a risonanza magnetica per vedere un po’ il funzionamento della parte anteriore del cervello,” disse 5b. “Che ne….”
Le parti sia anteriori che posteriori del mio cervello stavano per scoppiare. “AA-VAAAST! NON VI SOPPORTO PIUUUU’!!!”
Annuendo, come se avesse avuto conferma di una teoria che stava elaborando da tempo, 5a fece cenno agli altri di uscire. Rimasto finalmente in santa solitudine, e ricordando il consiglio datomi da mio nonno (“Se mai per disgrazia capiti in Scozia, cerca di rimanere sveglio il meno tempo possibile!”), mi augurai un felice nuovo anno e richiusi gli occhi.
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Saturday, 28 February 2009
Lettera da una cella imbottita
Sono passati due mesi dalla mia traumatica visita in Scozia e, anche se gli psichiatri non mi vogliono ancora far uscire dalla cella imbottita, sono tornato in ottima salute mentale: mi hanno persino ridato la segretaria scimpanzé a cui sono solito dettare i miei blog. Eventuali errori di grammatica o di ortografia sono – ovviamente – da attribuire a quest’ultima, che, tra l’altro, è nervosissima oggi per il fatto di aver mangiato nella mensa dell’ospedale un pessimo piatto di orecchiette con banane marce. Se mai capitate qui al North of England Institute for the Terminally Shell-Shocked, vi sconsiglio vivamente sia la mensa che le orecchiette. Evitate anche il vecchietto nella Stanza 9B: è convinto di essere un fusto di Stella Artois ma – fidatevi – quello che gli esce dal rubinetto non è lager.
“Ma come ha fatto a finire in un manicomio?” si chiederà qualcuno di voi*. Buona domanda. Adesso vi spiego tutto.
Come vi stavo dicendo, qualche anno fa mio fratello Five è andato a vivere, studiare e procreare ad Edimburgo. E’ inutile che vi segnalo l’ironia del fatto che, nonostante ciò, lui rimane in piena liberta mentre io mi trovo rinchiuso in un posto dove non si capisce se sono più pazzi i pazienti, i medici o i cani con tre teste che cantano lirica quando ti avvicini al cancello.
Ma sto divagando. A fine anno, ignorando gli avvertimenti degli amici e sfidando in maniera spericolata la sorte, mi sono avventurato oltre la frontiera che separa l’Inghilterra dalla terra desolata verso nord. Erano anni che non vedevo mio fratello ed ero ansioso di fare qualche lezione di dizione ai miei nipoti (5a, 5b, 5c e 5e – nella Scozia c’è una tassa anche sui nomi dei figli; più lettere hanno, più si paga) prima che il contatto con la gente del posto inquinasse per sempre la loro pronuncia. Volevo anche capire se fosse mai esistito un 5d, o se si trattasse semplicemente di un’ulteriore scappatoia fiscale.
Il primo giorno, ho avuto fortuna. Nevicava così forte quando ho oltrepassato la frontiera, che non c’era un’anima viva in giro. Così, sono riuscito a raggiungere Edimburgo senza mai dover rivelare le mie nobili origini**. A casa di mio fratello, tutto è andato nei migliori dei modi: i nipoti, avendo vissuto sempre in Scozia e non avendo mai visto un regalo, sono impazziti per la gioia quando hanno scartato le loro magliette con l’immagine di Edward Longshanks***; Five e sua moglie Vorace hanno messo subito ad arrostire il cinghiale che avevo distrattamente investito mentre parcheggiavo; e l’atmosfera nella caverna era così allegra che quasi non ci si accorgeva dei ghiaccioli che pendevano dalle orecchie dei bambini.
E poi…ma vedo che la mia segretaria sta grattando la pancia in maniera agitata. Ecco…mi dice che le stanno tornando su le orecchiette e che deve andare a cercare il cuoco per restituirgliele. Se me la rimandano domani, finirò di raccontarvi il fatto. Adesso vado a battere la testa contro il muro.
*Sicuramente, altri – e non solo le tre gemelle lesbiche dalla festa di Halloween (ragazze, che posso dire? Non è mica colpa mia se la cocaina e i cocktail erano gratis) – diranno che era ora.
**Per chi non lo sapesse, noi inglesi siamo odiati dagli scozzesi per conto della nostra superiorità calcistica.
***Il simpaticissimo re (idolo della mia amica Sissy, a cui dedico questo blog) del film “Braveheart”.
“Ma come ha fatto a finire in un manicomio?” si chiederà qualcuno di voi*. Buona domanda. Adesso vi spiego tutto.
Come vi stavo dicendo, qualche anno fa mio fratello Five è andato a vivere, studiare e procreare ad Edimburgo. E’ inutile che vi segnalo l’ironia del fatto che, nonostante ciò, lui rimane in piena liberta mentre io mi trovo rinchiuso in un posto dove non si capisce se sono più pazzi i pazienti, i medici o i cani con tre teste che cantano lirica quando ti avvicini al cancello.
Ma sto divagando. A fine anno, ignorando gli avvertimenti degli amici e sfidando in maniera spericolata la sorte, mi sono avventurato oltre la frontiera che separa l’Inghilterra dalla terra desolata verso nord. Erano anni che non vedevo mio fratello ed ero ansioso di fare qualche lezione di dizione ai miei nipoti (5a, 5b, 5c e 5e – nella Scozia c’è una tassa anche sui nomi dei figli; più lettere hanno, più si paga) prima che il contatto con la gente del posto inquinasse per sempre la loro pronuncia. Volevo anche capire se fosse mai esistito un 5d, o se si trattasse semplicemente di un’ulteriore scappatoia fiscale.
Il primo giorno, ho avuto fortuna. Nevicava così forte quando ho oltrepassato la frontiera, che non c’era un’anima viva in giro. Così, sono riuscito a raggiungere Edimburgo senza mai dover rivelare le mie nobili origini**. A casa di mio fratello, tutto è andato nei migliori dei modi: i nipoti, avendo vissuto sempre in Scozia e non avendo mai visto un regalo, sono impazziti per la gioia quando hanno scartato le loro magliette con l’immagine di Edward Longshanks***; Five e sua moglie Vorace hanno messo subito ad arrostire il cinghiale che avevo distrattamente investito mentre parcheggiavo; e l’atmosfera nella caverna era così allegra che quasi non ci si accorgeva dei ghiaccioli che pendevano dalle orecchie dei bambini.
E poi…ma vedo che la mia segretaria sta grattando la pancia in maniera agitata. Ecco…mi dice che le stanno tornando su le orecchiette e che deve andare a cercare il cuoco per restituirgliele. Se me la rimandano domani, finirò di raccontarvi il fatto. Adesso vado a battere la testa contro il muro.
*Sicuramente, altri – e non solo le tre gemelle lesbiche dalla festa di Halloween (ragazze, che posso dire? Non è mica colpa mia se la cocaina e i cocktail erano gratis) – diranno che era ora.
**Per chi non lo sapesse, noi inglesi siamo odiati dagli scozzesi per conto della nostra superiorità calcistica.
***Il simpaticissimo re (idolo della mia amica Sissy, a cui dedico questo blog) del film “Braveheart”.
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Friday, 16 January 2009
Confessioni pericolose: lo scheletro nell'armadio
Sono cose che pensi non possano capitare mai alla tua famiglia, se non negli incubi, ma purtroppo a noi è successo. Era un giorno come un altro a casa - il profumo del pane appena uscito dal forno, il suono del pianoforte che moriva lentamente sotto tortura da parte di mia sorella, i servi che facevano a botte fra loro per il privilegio di stirare la mia maglia dell'Everton - quando, all'improvviso, mio fratello Five apparse in cucina. L'arrivo di Five in ambienti contenenti alimenti* crea sempre scalpore: Five è l'unico essere sul pianeta che mangia più spesso di quanto respira, motivo per cui mio padre ha dovuto darsi alla coltivazione di quantità industriali di patate e noi fratelli gli regalavamo regolarmente le brochures per i corsi di studi in posti tipo Melbourne, Santiago e Vladivostok.
"Ho deciso a quale università voglio andare," annunciò Five - di colpo, il pianoforte non si sentiva più - mentre ingoiava un sacchetto di farina e mezzo chilo di lardo lasciati sul tavolo dal cuoco, il quale stava cercando disperatamente di mettere al salvo quattro gattini capitati per caso in cucina in quel momento e che Five stava già adocchiando con l'aria di un vicentino affamato.
"Che bella notizia!" esclamò mio padre.
"Evvai! Dove? Dove?" Mia sorella aveva percorso la distanza dalla sala musica in tempo record. "Il Politecnico dell'Antartica sembra una figata!"
"Io lo vedo più a Timbuktu," disse la nonna, stringendo la presa sul biscotto digestivo che aveva in mano. "Magari, col caldo il metabolismo gli si aggiusta."
Mia madre scosse la testa. "In Africa hanno già difficoltà a nutrire i popoli senza che li mandiamo Five. Non sarebbe…."
"Non preoccuparvi per l'Africa!" Five acchiappò nella bocca una mosca che gli stava passando davanti. "Mmm! Buono!…Vado a studiare ad Edimburgo. Sento già che la Scozia fa per me!"
Così cadde il silenzio. Così cadde l'onore della famiglia.
* mo', chi sono? Il poeta del quartiere?!!
"Ho deciso a quale università voglio andare," annunciò Five - di colpo, il pianoforte non si sentiva più - mentre ingoiava un sacchetto di farina e mezzo chilo di lardo lasciati sul tavolo dal cuoco, il quale stava cercando disperatamente di mettere al salvo quattro gattini capitati per caso in cucina in quel momento e che Five stava già adocchiando con l'aria di un vicentino affamato.
"Che bella notizia!" esclamò mio padre.
"Evvai! Dove? Dove?" Mia sorella aveva percorso la distanza dalla sala musica in tempo record. "Il Politecnico dell'Antartica sembra una figata!"
"Io lo vedo più a Timbuktu," disse la nonna, stringendo la presa sul biscotto digestivo che aveva in mano. "Magari, col caldo il metabolismo gli si aggiusta."
Mia madre scosse la testa. "In Africa hanno già difficoltà a nutrire i popoli senza che li mandiamo Five. Non sarebbe…."
"Non preoccuparvi per l'Africa!" Five acchiappò nella bocca una mosca che gli stava passando davanti. "Mmm! Buono!…Vado a studiare ad Edimburgo. Sento già che la Scozia fa per me!"
Così cadde il silenzio. Così cadde l'onore della famiglia.
* mo', chi sono? Il poeta del quartiere?!!
Wednesday, 31 December 2008
natale surreale in Inghilterra
Prima ancora di atterrare a Liverpool qualche giorno fa, avevo capito che si sarebbe trattata di un natale surreale. E’ anche vero che chiunque viaggi in aereo ha già l’impressione di entrare in qualche universo parallelo - da studi recenti, a proposito, è emerso che i sorrisi delle hostess (anche di quelle non ancora in possesso del certificato FDC – Faccia di cazzo) fanno congelare l’ossigeno; di conseguenza i passeggeri, costretti a respirare solo elio e microbi, subiscono alterazioni del cervello e, secondo alcuni esperti, tali alterazioni spiegherebbero perché in aereo le persone sono disposte a sborsare somme extraterrestri in cambio di panini pietosi.
Ma tutto questo si sapeva già. Sabato scorso, invece, l’impressione di aver affidato la propria vita ad esseri di un’altro mondo è stata rafforzata da una serie di annunci davvero spaventosi. Il primo brivido arriva poco dopo il decollo: “Our pilot today is Bruce from Sydney” (non per essere politicamente scorretto, ma se abbiamo mandato tutti i nostri criminali in Australia, non era mica per poi farci ammazzare en masse dai loro discendenti). Poi, mentre sto cercando di digerire un panino pietoso, sento: “Any final rubbish?”* (di solito la formula “Any final...?” – tipo “Any final words?” o “Any final wishes” – è riservato per chi si rivolge alle persone in fin di vita, ma neanche ad un serial killer sul patibolo ci si permette di chiedere “Any final rubbish?”. Non per niente questi voli si chiamano low-cost).
Non finisce lì, però. Mentre cerco disperatamente di ricordarmi le parole di “Ave Maria”, una delle assistenti di Bruce ci informa in un inglese molto caratteristico che a coloro che desiderano acquistare biglietti di pullman per Manchester, la compagnia aerea sarà lieta di offrire uno sconto del 10%! Manchester? Ma questi si drogano prima del decollo? Manchester?! Per chi non è al corrente, Manchester è amata dagli abitanti di Liverpool quasi quanto Lecce è amata dai baresi, con la differenza che a Lecce almeno qualcosa di bello da vedere c’è. Manchester, invece, non solo è la città più grigia dell’Inghilterra – se escludi Hull, che da tempo stiamo cercando di cedere alla Germania – ma può anche vantarsi della pronuncia piu’orribile della storia del pianeta.** Ad uno di Liverpool puoi anche fare lo sconto del 150% e offrire in omaggio a vita un’equipe di massaggiatrici ninfomani brasiliane, ma in quella città non andrà mai***. Prevedibilmente, vendono zero biglietti per il pullman per Manchester, e al momento dell’atterraggio i passeggeri piangono di sollievo.
Quest’anno, incredibilmente, l’atmosfera di surrealtà è ancora più percepibile a terra. Il 23 dicembre, come da tradizione, inizio a fare le compere natalizie. A Chester, quei pochi negozi che non sono già chiusi a causa della crisi economica sono caratterizzati da scafali vuoti, merce scontatissima e turisti europei compiaciuti che ostentano gli euro come se fossero diamanti. Alle casse, degli avvisi funebri informano i clienti che, qualora l’acquisto si riveli difettoso, non avranno il diritto al rimborso, in quanto dall’indomani il negozio non ci sara’ più. Fuori, per completare il quadro What the Fuck is Happening?, c’è un sole splendido: tutte le nuvole, a quanto pare, sono partite in vacanza per la Puglia.
Tornato dai negozi, trovo nel soggiorno una scena di tranquillita’ sconcertante - quando ero uscito qualche ora prima, tutto era normale: uno dei nipoti stava sgozzando un cugino noioso e un’altro gli stava mordendo il Rottweiler mentre in sottofondo loro sorella stonatissima cantava White Christmas. Adesso i primi due – con faccie da angioletti – stanno collaborando silenziosamente per completare un puzzle, e la cantatrice sta scrivendo serenamente su una pagina enorme piena di disegni bizzarri. Prima ancora che io riesca a svenire per lo shock, suddetta nipote mi spinge in mano il foglio, annunciando: “I wrote a story about you!”
Per motivi di copyright, non mi è consentito rivelare molti dettagli del racconto; vi posso solo dire che io e due miei amici veniamo spudoratamente sfruttati da Babbo Natale e dal suo entourage di folleti mercenari, mentre questi ultimi si ubriacano consumando i bicchieri di whiskey lasciati vicino ai caminetti da bambini già esperti nei meccanismi dei mercati. Più sconvolgente della trama, però, è l’illustrazione che mi dipinge dissanguato in un letto a forma di sarcofago, immagine che mi avrebbe turbato molto meno se non mi fosse capitato fra le mani solo qualche giorno prima della mia partenza per quella terra desolata in cui ho già rischiato più volte la vita: la scozia. Se poi ne esco vivo, vi racconterò...
* traduzione: “Qualche ultima stronzata da sparare?” Una lettrice hostess insiste che a bordo l’aereo su cui lavora lei, invece, questa frase significa: “qualcuno ha altri rifiuti da darci prima che atterriamo?” Decidete voi...
** per farvi un’idea del suono immondo, provate a parlare senza muovere né lingua né labbra e allungate le vocali come se foste troppo deficienti per portarle a termine. In alternativa, cercate su YouTube qualche intervista con Liam Gallagher.
*** da quando ho pubblicato questo blog, 143.521 abitanti di Liverpool mi hanno contattato insistendo che se l’offerta è ancora valida, sono anche disposti ad abbandonare la loro famiglia per andare a vivere nella città nemica.
Ma tutto questo si sapeva già. Sabato scorso, invece, l’impressione di aver affidato la propria vita ad esseri di un’altro mondo è stata rafforzata da una serie di annunci davvero spaventosi. Il primo brivido arriva poco dopo il decollo: “Our pilot today is Bruce from Sydney” (non per essere politicamente scorretto, ma se abbiamo mandato tutti i nostri criminali in Australia, non era mica per poi farci ammazzare en masse dai loro discendenti). Poi, mentre sto cercando di digerire un panino pietoso, sento: “Any final rubbish?”* (di solito la formula “Any final...?” – tipo “Any final words?” o “Any final wishes” – è riservato per chi si rivolge alle persone in fin di vita, ma neanche ad un serial killer sul patibolo ci si permette di chiedere “Any final rubbish?”. Non per niente questi voli si chiamano low-cost).
Non finisce lì, però. Mentre cerco disperatamente di ricordarmi le parole di “Ave Maria”, una delle assistenti di Bruce ci informa in un inglese molto caratteristico che a coloro che desiderano acquistare biglietti di pullman per Manchester, la compagnia aerea sarà lieta di offrire uno sconto del 10%! Manchester? Ma questi si drogano prima del decollo? Manchester?! Per chi non è al corrente, Manchester è amata dagli abitanti di Liverpool quasi quanto Lecce è amata dai baresi, con la differenza che a Lecce almeno qualcosa di bello da vedere c’è. Manchester, invece, non solo è la città più grigia dell’Inghilterra – se escludi Hull, che da tempo stiamo cercando di cedere alla Germania – ma può anche vantarsi della pronuncia piu’orribile della storia del pianeta.** Ad uno di Liverpool puoi anche fare lo sconto del 150% e offrire in omaggio a vita un’equipe di massaggiatrici ninfomani brasiliane, ma in quella città non andrà mai***. Prevedibilmente, vendono zero biglietti per il pullman per Manchester, e al momento dell’atterraggio i passeggeri piangono di sollievo.
Quest’anno, incredibilmente, l’atmosfera di surrealtà è ancora più percepibile a terra. Il 23 dicembre, come da tradizione, inizio a fare le compere natalizie. A Chester, quei pochi negozi che non sono già chiusi a causa della crisi economica sono caratterizzati da scafali vuoti, merce scontatissima e turisti europei compiaciuti che ostentano gli euro come se fossero diamanti. Alle casse, degli avvisi funebri informano i clienti che, qualora l’acquisto si riveli difettoso, non avranno il diritto al rimborso, in quanto dall’indomani il negozio non ci sara’ più. Fuori, per completare il quadro What the Fuck is Happening?, c’è un sole splendido: tutte le nuvole, a quanto pare, sono partite in vacanza per la Puglia.
Tornato dai negozi, trovo nel soggiorno una scena di tranquillita’ sconcertante - quando ero uscito qualche ora prima, tutto era normale: uno dei nipoti stava sgozzando un cugino noioso e un’altro gli stava mordendo il Rottweiler mentre in sottofondo loro sorella stonatissima cantava White Christmas. Adesso i primi due – con faccie da angioletti – stanno collaborando silenziosamente per completare un puzzle, e la cantatrice sta scrivendo serenamente su una pagina enorme piena di disegni bizzarri. Prima ancora che io riesca a svenire per lo shock, suddetta nipote mi spinge in mano il foglio, annunciando: “I wrote a story about you!”
Per motivi di copyright, non mi è consentito rivelare molti dettagli del racconto; vi posso solo dire che io e due miei amici veniamo spudoratamente sfruttati da Babbo Natale e dal suo entourage di folleti mercenari, mentre questi ultimi si ubriacano consumando i bicchieri di whiskey lasciati vicino ai caminetti da bambini già esperti nei meccanismi dei mercati. Più sconvolgente della trama, però, è l’illustrazione che mi dipinge dissanguato in un letto a forma di sarcofago, immagine che mi avrebbe turbato molto meno se non mi fosse capitato fra le mani solo qualche giorno prima della mia partenza per quella terra desolata in cui ho già rischiato più volte la vita: la scozia. Se poi ne esco vivo, vi racconterò...
* traduzione: “Qualche ultima stronzata da sparare?” Una lettrice hostess insiste che a bordo l’aereo su cui lavora lei, invece, questa frase significa: “qualcuno ha altri rifiuti da darci prima che atterriamo?” Decidete voi...
** per farvi un’idea del suono immondo, provate a parlare senza muovere né lingua né labbra e allungate le vocali come se foste troppo deficienti per portarle a termine. In alternativa, cercate su YouTube qualche intervista con Liam Gallagher.
*** da quando ho pubblicato questo blog, 143.521 abitanti di Liverpool mi hanno contattato insistendo che se l’offerta è ancora valida, sono anche disposti ad abbandonare la loro famiglia per andare a vivere nella città nemica.
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Thursday, 11 December 2008
Can you really speak English? - 50 Questions for Intermediate Students
Below is a list of the kind of questions I expect my Intermediate students to be able to answer.
Note that:
- each question is to be considered a possible starting point for a conversation: feel free to elaborate;
- one-word answers (Yes / No / Hmmm / Er / etc.) are not acceptable;
- if you don’t understand a word or a question, ask me (IN ENGLISH) to explain, to speak more slowly or to repeat (the language you need for this can be found near the beginning of the “dispensa”);
- you will be assessed primarily on your ability to understand and communicate. Don’t panic if you make a mistake or if you don’t remember a specific word (if necessary, you can ask me in English how to translate a particular term from Italian);
- the list is not exhaustive.
1) What’s your recipe for happiness?
2) Is monogamy a good thing?
3) What do you hate most?
4) How much of your household waste do you recycle ?
5) Who or what makes you go weak at the knees?
6) Have you got any skeletons in your cupboard that you’re prepared to talk about?
7) What are you hoping for when you open your post in the mornings?
8) When were you last moved to tears?
9) When did you last put your foot in it?
10) Have you paid your television licence fee?
11) What’s the best joke you have heard recently?
12) What can you be sure you will never forget?
13) How is life in Apulia going to be different in twenty years time?
14) Are there any circumstances in which you might kill another human being?
15) If you could live one day over again, which day would it be?
16) Which actor would you want to play you in the film of your life?
17) What advice would you have given to your fifteen-year-old self?
18) Have you ever eaten foreign food?
19) Have you ever read a book that changed your life in some way?
20) Have you ever seen a film in English?
21) Have you ever had a supernatural experience?
22) Have you ever been to a political demonstration?
23) Have you ever been so drunk that you don’t remember what you did or said?
24) Have you ever met anyone famous?
25) Have you ever wanted to hit another person?
26) Have you ever made a speech?
27) Have you ever cried with joy?
28) Have you ever been abroad?
29) Have you ever laughed so much that it hurt?
30) What are you doing after the lesson?
31) What’s the first thing you will do when you get home this evening?
32) Where are you going to spend next weekend?
33) How will you feel if the Italy win the next European Championships?
34) What are the things you will never forget?
35) What are the things you won’t do for anybody?
36) Who are the people you will always do anything for?
37) How do you think the world will be different in twenty years time?
38) How long will it be before we discover life on other planets?
39) How soon is global warming going to become a problem that affects you?
40) Did you get any post this morning?
41) What did you get for your last birthday?
42) How did you get here today?
43) How are you getting home today?
44) Where did you get your shoes/jacket/bag?
45) How much did you get for your first job?
46) When did you last get really angry?
47) Did you get to do anything particularly exciting on your last holiday?
48) Is there a scene in a film which really gets you?
49) Is there anything about the university that really gets you?
50) Can you recite any lines from an English poem?
Note that:
- each question is to be considered a possible starting point for a conversation: feel free to elaborate;
- one-word answers (Yes / No / Hmmm / Er / etc.) are not acceptable;
- if you don’t understand a word or a question, ask me (IN ENGLISH) to explain, to speak more slowly or to repeat (the language you need for this can be found near the beginning of the “dispensa”);
- you will be assessed primarily on your ability to understand and communicate. Don’t panic if you make a mistake or if you don’t remember a specific word (if necessary, you can ask me in English how to translate a particular term from Italian);
- the list is not exhaustive.
1) What’s your recipe for happiness?
2) Is monogamy a good thing?
3) What do you hate most?
4) How much of your household waste do you recycle ?
5) Who or what makes you go weak at the knees?
6) Have you got any skeletons in your cupboard that you’re prepared to talk about?
7) What are you hoping for when you open your post in the mornings?
8) When were you last moved to tears?
9) When did you last put your foot in it?
10) Have you paid your television licence fee?
11) What’s the best joke you have heard recently?
12) What can you be sure you will never forget?
13) How is life in Apulia going to be different in twenty years time?
14) Are there any circumstances in which you might kill another human being?
15) If you could live one day over again, which day would it be?
16) Which actor would you want to play you in the film of your life?
17) What advice would you have given to your fifteen-year-old self?
18) Have you ever eaten foreign food?
19) Have you ever read a book that changed your life in some way?
20) Have you ever seen a film in English?
21) Have you ever had a supernatural experience?
22) Have you ever been to a political demonstration?
23) Have you ever been so drunk that you don’t remember what you did or said?
24) Have you ever met anyone famous?
25) Have you ever wanted to hit another person?
26) Have you ever made a speech?
27) Have you ever cried with joy?
28) Have you ever been abroad?
29) Have you ever laughed so much that it hurt?
30) What are you doing after the lesson?
31) What’s the first thing you will do when you get home this evening?
32) Where are you going to spend next weekend?
33) How will you feel if the Italy win the next European Championships?
34) What are the things you will never forget?
35) What are the things you won’t do for anybody?
36) Who are the people you will always do anything for?
37) How do you think the world will be different in twenty years time?
38) How long will it be before we discover life on other planets?
39) How soon is global warming going to become a problem that affects you?
40) Did you get any post this morning?
41) What did you get for your last birthday?
42) How did you get here today?
43) How are you getting home today?
44) Where did you get your shoes/jacket/bag?
45) How much did you get for your first job?
46) When did you last get really angry?
47) Did you get to do anything particularly exciting on your last holiday?
48) Is there a scene in a film which really gets you?
49) Is there anything about the university that really gets you?
50) Can you recite any lines from an English poem?
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