Durante gli anni ottanta, quando - per festeggiare la deregolamentazione dei mercati - gli americani si erano così fatti di stupefacenti da riuscire ad eleggere presidente per ben due volte Ronald Reagan, la lingua inglese è stata arricchita da una frase immortale. Proponendo un'alternativa economica alle cliniche di riabilitazione, Nancy, la moglie del Presidente-Cowboy, ha offerto un saggio consiglio ai tossicodipendenti: "Just say 'No!'".
Queste parole hanno avuto un effetto immediato e miracoloso: in ogni angolo di 49 stati* si sentiva raccontare di spacciatori, feriti gravemente alla sensibilità, che si sono suicidati in seguito a rifiuti troppo bruschi da parte di clienti fino a poco prima gentili e affidabili. Di colpo, Nancy Reagan ha sconvolto l'evoluzione secolare della risposta diplomatica. Oggi, più di vent'anni dopo, si comincia a riscoprire l'arte del "letting down gently". Dedico l'esercizio seguente alla memoria degli spacciatori mortificati durante quei anni terribili.
From the list below, choose the most suitable form of negative reply to the following questions:
1) How about dinner one evening?
2) Mummy, can I take this Jack Daniels to nursery tomorrow?
3) Any chance you could do it before the weekend?
4) Shall I put on some more Wagner?
5) You want to make babies tonight?
6) Do you find me attractive?
7) Will you come shoe-shopping with me tomorrow?
8) Do you think I'm fat?
9) Daddy, could I play with the chainsaw?
10) Would you be up for lending me your Ferrari for a few days in exchange for my wife?
11) Should we invite the bishop to the orgy?
a) I don't think that would be appropriate.
b) Is that the time?
c) You must be fucking joking!
d) Darling, this headache just won't go away.
e) Hmmm…
f) That might be difficult.
g) We'll see.
h) Maybe next year.
i) How can I put this?
j) Define your terms.
k) The fuck I will!
Il lettore che propone le risposte più divertenti vincerà un viaggio-studio a Detroit.
* Nell'Alaska i venditori di droga erano in sciopero per protestare contro la mancanza di angoli di strada bui in cui operare.
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Thursday, 27 November 2008
Inglese aggarbato: lesson 1
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Tuesday, 1 July 2008
5 libri leggeri da portare in spiaggia
Vi devo confessare una cosa (e qui rischio di essere cacciato per sempre dalla Facoltà di Lettere): non sopporto Joyce*, non sopporto Proust e, francamente, se devo scegliere fra un intervento dal dentista e leggere Virginia Woolf, opto senza esitazione per il primo. Ho sempre avuto il sospetto che il sceneggiatore di Fahrenheit 451 – il film di Truffaut che dipinge una società in cui leggere è illegale e i libri vengono bruciati dai pompieri incendiari – fosse stato da adolescente sottoposto a letture forzate di Al faro.
Chiamatemi pure incolto, ma per me lo scrittore deve innanzitutto fare divertire il lettore. Rispetto pienamente il diritto dei filosofi di farsi orgie di sostantivi astratti – bè, a pensarci bene, forse non pienamente: in realtà, vorrei una legge che vietasse ai filosofi l’uso di più di un sostantivo astratto per paragrafo – ma le cose che amo io in un libro sono story, style e simplicity. Elenco qui sotto alcuni dei miei preferiti.
1) Il giovane Holden – JD Salinger. Libro rivoluzionario. Dall’inizio hai l’impressione che il narratore parla solo con te, e non puoi non ascoltare.
If you really want to hear about it, the first thing you’ll probably want to know is where I was born, and what my lousy childhood was like, and how my parents were occupied and all before they had me, and all that David Copperfield kind of crap, but I don’t feel like going into it, if you want to know the truth.
[Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quella baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.]
2) Post Office - Charles Bukowski. Immediato, grezzo, divertente. O lo odi, o lo ami subito.
“Look, Fay,” I said, “I know you want to save the world, but can’t you start in the kitchen.” “Kitchens aren’t important,” she said.
3) Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon. Una storia divertente e molto particolare raccontata in modo disarmante da un bambino che soffre di Sindrome di Asperger (una forma di autismo).
The policeman took hold of my arm and lifted me onto my feet.
I didn’t like him touching me like this.
And this is when I hit him.
4) Il lamento di Portnoy – Philip Roth. Racconta i tentativi di un ebreo americano di fuggire dall’oppressione psicologica della madre. Geniale, sconcertante. Fa ridere fino alle lacrime.
On the phone she is perpetually telling whoever isn’t listening on the other end about her biggest fault being that she’s too good. “You know what my biggest fault is, Rose? I hate to say it about myself, but I’m too good.” [...] These are actual words, Doctor, tape-recorded these many years in my brain. And killing me still!
5) Bulli e Pupe – Damon Runyon. Una serie di racconti divertentissimi ambientati a New York nel periodo del proibizionismo. Personaggi coloriti, stile unico.
...I look up and who is in front of me but Rusty Charley. Now if I have any idea Rusty Charley is coming my way, you can go and bet all the coffee in Java I will be somewhere else at once for [...] I wish no part of him. Furthermore, nobody else in this town wishes to have any part of Rusty Charley, for he is a hard guy indeed.
*Ritratto dell’artista da giovane è noioso, Ulisse non finisce mai, e come si fa a raccogliere tutta la droga necessaria per affrontare Finnegan’s Wake (anche il mio professore all’Università di Sheffield, esperto rinomato in materia, ammetteva di non essere mai arrivato alla fine di questo romanzo indecifrabile)? Non farvi ingannare da Gente di Dublino: è stato scritto da mio bisnonno, Jimmy Jarvis, che per modestia, e per paura di mia bisnonna, Savage, non ha mai voluto essere riconosciuto come il vero autore.
Chiamatemi pure incolto, ma per me lo scrittore deve innanzitutto fare divertire il lettore. Rispetto pienamente il diritto dei filosofi di farsi orgie di sostantivi astratti – bè, a pensarci bene, forse non pienamente: in realtà, vorrei una legge che vietasse ai filosofi l’uso di più di un sostantivo astratto per paragrafo – ma le cose che amo io in un libro sono story, style e simplicity. Elenco qui sotto alcuni dei miei preferiti.
1) Il giovane Holden – JD Salinger. Libro rivoluzionario. Dall’inizio hai l’impressione che il narratore parla solo con te, e non puoi non ascoltare.
If you really want to hear about it, the first thing you’ll probably want to know is where I was born, and what my lousy childhood was like, and how my parents were occupied and all before they had me, and all that David Copperfield kind of crap, but I don’t feel like going into it, if you want to know the truth.
[Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quella baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.]
2) Post Office - Charles Bukowski. Immediato, grezzo, divertente. O lo odi, o lo ami subito.
“Look, Fay,” I said, “I know you want to save the world, but can’t you start in the kitchen.” “Kitchens aren’t important,” she said.
3) Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon. Una storia divertente e molto particolare raccontata in modo disarmante da un bambino che soffre di Sindrome di Asperger (una forma di autismo).
The policeman took hold of my arm and lifted me onto my feet.
I didn’t like him touching me like this.
And this is when I hit him.
4) Il lamento di Portnoy – Philip Roth. Racconta i tentativi di un ebreo americano di fuggire dall’oppressione psicologica della madre. Geniale, sconcertante. Fa ridere fino alle lacrime.
On the phone she is perpetually telling whoever isn’t listening on the other end about her biggest fault being that she’s too good. “You know what my biggest fault is, Rose? I hate to say it about myself, but I’m too good.” [...] These are actual words, Doctor, tape-recorded these many years in my brain. And killing me still!
5) Bulli e Pupe – Damon Runyon. Una serie di racconti divertentissimi ambientati a New York nel periodo del proibizionismo. Personaggi coloriti, stile unico.
...I look up and who is in front of me but Rusty Charley. Now if I have any idea Rusty Charley is coming my way, you can go and bet all the coffee in Java I will be somewhere else at once for [...] I wish no part of him. Furthermore, nobody else in this town wishes to have any part of Rusty Charley, for he is a hard guy indeed.
*Ritratto dell’artista da giovane è noioso, Ulisse non finisce mai, e come si fa a raccogliere tutta la droga necessaria per affrontare Finnegan’s Wake (anche il mio professore all’Università di Sheffield, esperto rinomato in materia, ammetteva di non essere mai arrivato alla fine di questo romanzo indecifrabile)? Non farvi ingannare da Gente di Dublino: è stato scritto da mio bisnonno, Jimmy Jarvis, che per modestia, e per paura di mia bisnonna, Savage, non ha mai voluto essere riconosciuto come il vero autore.
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