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Saturday, 18 December 2010

Guida Aggarbata alle Preghiere Calcistiche


Il fatto è questo: anche se tu preghi e preghi ma dopo un po’ di tempo vedi che le tue preghiere non vengono esaudite, non ha senso innervosirti. Devi solo pazientare, dice Mr Wilson. Mr Wilson è il nostro insegnante di religione e non fa altro che ripeterci che non dobbiamo dire le preghiere solo per ottenere qualcosa in cambio.
“Dio non è come Babbo Natale, non so se mi spiego!”
Comunque c’è un trucchetto. Non devi mai chiedere a Dio cose per te stesso, meglio chiedere cose tipo del cibo per i poveri bambini neri dell’Africa che muoiono di fame. Così Dio è tutto contento perché ti sei comportato da buon Cattolico, e può darsi che per la contentezza fa una bella sorpresa pure a te. Tipo quella volta che Gli ho chiesto di mandare dei Mars ai bambini dell’Etiopia ed è andata a finire che l’Everton ha battuto il Southampton 8-0. A dire il vero, però, non ho mai controllato se alla fine i bambini etiopi quei Mars li hanno ricevuti o no.
DIO NON STA BENE

DIO NON STA BENE, LeBolleBlu Edizioni, Bari 2010, è disponibile presso la libreria Laterza, Via Sparano, Bari e a http://www.amazon.it

Monday, 12 April 2010

Tifosi Inglesi: la Guida Indispensabile, Parte I

Manchester United
Secondo il WWF, il Man U Fan (diabolus ruber) è attualmente ad alto rischio di estinzione a causa di una virulenta malattia proveniente dagli Stati Uniti, la quale altera la sua naturale pigmentazione rossa, bianca e nera in una malsana giallo-verde. Diversamente da altri tifosi, il “Red Devil” è incapace di cantare, una caratteristica dovuta in parte alla sua propensione di pascolare, in prossimità del campo, sui tramezzini ai gamberetti. La specie si trova in tutte le zone del Regno Unito, ad eccezione del Merseyside, dove, a causa della sua costituzione genetica, non riesce a sopravvivere più di qualche ora .

Everton
Creatura nobile e intelligente, l'Evertonian (tifosus magnificus) si distingue per la sua passione, sportività e profonda conoscenza del calcio.

Manchester City
Da sempre oggetto di derisione e/o pietà, il sostenitore del City (sfigatus pateticus) è oggi in ripresa grazie ad un’iniziativa araba per la protezione di specie diversamente abili. Studi recenti indicano che l’inserimento di un gene argentino nel DNA dello Sfigatus può portare allo sviluppo di capacità di gioia precedentemente del tutto assenti. Secondo il parere di molti esperti, però, la messa a disposizione di enormi somme di denaro potrebbe non bastare per garantire il futuro di questo animale grezzo e incolto.

Liverpool
Facilmente riconoscibile per il culo spaventosamente sproporzionato, il tifoso del Liverpool (coglionus coglionus) è ormai molto ricercato non sola da turisti desiderosi di fotografare il caratteristico abbinamento dei colori della sua sciarpa con quelli del suo acne, ma anche da psicologi interessati a studiare i particolarissimi versi di lamentela che emette ogni 90 secondi durante i mesi invernali. Si nutre di rigori regalati, di briciole vecchie ricavate dalla memoria in decomposizione del genitore e di illusioni sulla propria importanza. Mentre da qualche anno in Europa continentale i branchi di "Liverpudlians" si avvistano sempre meno spesso, in Inghilterra – grazie agli interventi della Red Referees Association – continuano ad infestare molte zone, soprattutto nel nordovest del paese.

Sunday, 8 November 2009

The Sickness

Mi avevano assicurato i medici che con il tempo sarei guarito. Secondo loro, i miei sintomi – nausea mattutina, attacchi di panico, depressione alternata (molto raramente) a euforia, impulsi violenti verso gli uomini vestiti di nero, ecc. – erano da considerare del tutto normali in un diciassettenne tifoso dell’Everton.
“Vedrai,” ha detto lo psichiatra da cui mi aveva portato mia nonna (mia nonna è tifosa del Liverpool e si preoccupava non tanto del mio malessere quanto della figura che avrebbe fatto se le sue amiche al Circolo Merda Rossa fossero venute a sapere che suo nipote prediligeva i Blues), “adesso che vai ad iscriverti all’università, tutto cambierà. Tra birra, droga e donne non avrai più tempo per preoccuparti dei disastri calcistici combinati da undici uomini che non conosci neanche.”
Mia nonna sorride beata. “E’ quello che gli dico sempre io, Dottore, ma non mi vuole dare ascolto.”
Si gira verso di me. “Vieni! Prima di raggiungere il nonno al pub andiamo a comprarti un narghilè e un maxicartone di preservativi.”
Dell’università, nonostante il narghilè è stato sequestrato dal vice-rettore nel corso di un’irruzione notturna, ho dei ricordi bellissimi, e anche negli anni successivi ho sempre cercato di seguire il saggio consiglio implicito nelle parole dello psichiatra. I sintomi, però, rimangono, e alle quattro di stanotte mi sono svegliato sudando freddo in seguito ad un incubo in cui l’Everton non è riuscito ad andare oltre il pareggio con il Hull City. Dovrei cominciare a preoccuparmi?

Saturday, 24 October 2009

The Dentist & the Frullatore

Da bambino, oltre alla possibile retrocessione dell'Everton, avevo paura solo di una cosa: andare dal dentista.

Il mio dentista, Mr Hertz, aveva i denti gialli, puzzava di marcio e possedeva una laurea in Sadismo Puro e Applicato. Usava accogliere le vittime offrendole la mano sinistra – la destra essendo impiegata per mandare su di giri il trapano - e ridendo come un maniaco appena scappato da un film vietato ai minori. Pregavo quotidianamente per la sua morte.

In realtà, non so che fine abbia fatto Mr Hertz. Sarà stato forse ricatturato dal regista di Evil, Crazy Bastards e rimesso nella sua gabbia, o può darsi che Dio abbia davvero esaudito le mie preghiere e il tipo sia finito all’interno di un enorme frullatore ridente. Non escluderei neanche l’ipotesi che sia semplicemente tornato a vivere a Glasgow. Comunque sia, Mr Hertz non è più il protagonista dei miei incubi (quel ruolo adesso spetta esclusivamente ai difensori dell’Everton), e io da tempo riesco a scrivere la parola “dentista” senza tr-tr-tremare. O quasi.