Saturday, 5 March 2011

I Had a Dream - giocando a Monopoli con il Premier

Ho fatto un sogno strano l’altra notte.
Ero diventato – non si capisce come – primo ministro dell’Italia. Mi trovavo a tavola a giocare a Monopoli con delle vecchie conoscenze e alcuni amici nuovi comprati quella mattina al mercato. Mi stavo annoiando.
“Ragazzi, cambiamo di nuovo le regole,” dissi, scendendo dai cuscini e poi dalla sedia. Prima di arrivare a terra, però, mi imbattei in Mary Star che stava a quattro zampe a grufolare tra i corpi anestetizzati delle sciacquette stese sotto il tavolo.
“Che cerchi, Cessetta, un cervello nuovo? Se mi consenti, direi che non…”
“Ho fatto cadere il cartoncino Probabilità che mi dava diritto a una laurea gratis e un mucchio di soldi, e non riesco a…a…” Si mise a piagnucolare.
Fosse stata giovane e un minimo bella, le avrei regalato dieci lauree e montagne di soldi dalla banca in cambio dei diritti di passaggio nel suo Vicolo Stretto, ma la vita è troppo breve per perdere tempo dietro donne come Mary Star – e qualora avesse veramente un Vicolo da vendere, ci si potrebbe scommettere che sia tutt’altro che Stretto. A dire il vero, non mi ricordavo neanche più perché l’avevo invitata a giocare con noi. Il pianto stava diventando isterico, e così ci avrebbe guastato la serata.
“Non puoi darle un cartoncino tuo per zittirla?” mi chiese Fat Fat Julian, bagnando il tabellone con un misto di grasso di hamburger e sbava. “Mi sta facendo passare l’appetito.”
“Sì, cazzo, metti qualcosa in bocca alla puttana!” gridò Victor. “Porco dio, sto cercando di evadere la Tassa di lusso qui e ‘sta fottuta troia mi distrae.”
Esasperato, guardai tra i cartoncini Imprevisti che avevo in tasca. “Tieni, sgualdrina, ti regalo questa. Ma mi deve fare un favore: ho bisogno che qualcuno mi scenda il cane un attimo. Non riesco a concentrarmi sulle veline quando cerca di leccarmi il culo ogni due secondi.”
Singhiozzando, leggeva ad alta voce dal cartoncino che le avevo porto: “Uscite gratis… di prigione… se ci siete… potete conservare… questo cartoncino… sino al momento… di servirvene… (non si sa… mai!…) oppure venderlo…” Rimase un attimo in silenzio, poi sorrise. “Mi sa che lo vendo. Ho un amico in Reggio Calabria che lo pagherebbe oro.”
“Fai come ti pare,” risposi, “ma adesso porta Fede a spasso per il paese. Non serve la paletta, la gente è abituata a convivere con le sue cagate. Noi abbiamo cose più importanti a cui pensare.”
Riprendemmo a giocare.

Saturday, 22 January 2011

Hel-lo, Ruby Tuesday!

Secondo alcuni giornali cinesi, nelle prossime ore un primo ministro europeo darà le dimissioni e abbandonerà definitivamente la politica per poter seguire una carriera musicale con i Rolling Stones. Fonti affidabili assicurano che Mick Jagger ha già accettato di registrare una nuova versione di una delle sue canzoni più famose fantasiosamente riscritta dall'uomo politico. Per il momento non ci sono informazioni riguardo all'identità dello statista, ma un portavoce del complesso smentisce le voci che indicano David Cameron.

Qui in anteprima, tradotte direttamente dal cinese, sono le parole della canzone rielaborata:

She would never say where she came from
Yesterday don't matter if it's gone
While the sun is bright
Or in the darkest night
No one knows
She comes and goes

Hey there, Ruby Floozy
You must come to bed with me
Am pretty sure you’ll want to vomit
But I'm gonna pay you...

Don't question why she came to stay with me
I tell you it's the only place to be
I just can't be jailed
For all those teens I’ve nailed
And nothing's lost
At such a cost

Hey there, Ruby Floozy
You must come to bed with me
Am pretty sure you’ll want to vomit
But I'm gonna pay you...

There's no time to lose, let’s change the laws
So I can spend your taxes screwing whores
Scheming all the time
The media is all mine
While you all lose your minds.
Ain't life unkind?

Hey there, Ruby Floozy
You must come to bed with me
Am pretty sure you’ll want to vomit
But I'm gonna pay you...

Hey there, Ruby Floozy
You must come to bed with me
Am pretty sure you’ll want to vomit
But I'm gonna pay you...


Per chi vuole confrontare con la versione originale:

http://www.youtube.com/watch?v=eUKz2fvb6jY

Ogni riferimento a politici vivi, moribondi o morti è puramente casuale.

Tuesday, 21 December 2010

Catholic Colpa


Ci sono due tipi di persone che nonna non sopporta: prima vengono quei Cattolici che non vanno a messa – a loro toccherà passare un bel po’ di tempo in Purgatorio prima che li lascino andare in Paradiso. I Cattolici di questo tipo rischiano davvero grosso, perché non hanno scuse come gli Hindu, i Buddisti o i Selvaggi, che sono nati in paesi poveri come l’India e l’Africa – quei posti dove nessun prete vuole andare a lavorare perché nessuno mette i soldi nel piattino delle offerte. Anzi – dice nonno – ci sono posti in cui la gente è così povera che prova a rubare i soldi dal piattino, come a Ford Estate e Woodchurch. E siccome lui stesso ha vissuto a Woodchurch, probabilmente è vero. A dire il vero non mi stupirebbe se fosse stato proprio lui a fregare i soldi dall’offertorio: nonna dice sempre che era un personaggio sospetto prima che lei lo prendesse e lo riportasse sulla retta via. Dice anche che non si possono biasimare i Buddisti o i Selvaggi perché non conoscono il vero Dio. Forse è vero, non si possono biasimare, però mi sa che Dio lo fa.

DIO NON STA BENE

DIO NON STA BENE, LeBolleBlu Edizioni, Bari 2010, è disponibile presso la libreria Laterza, Via Sparano, Bari e a http://www.amazon.it/

Saturday, 18 December 2010

Guida Aggarbata alle Preghiere Calcistiche


Il fatto è questo: anche se tu preghi e preghi ma dopo un po’ di tempo vedi che le tue preghiere non vengono esaudite, non ha senso innervosirti. Devi solo pazientare, dice Mr Wilson. Mr Wilson è il nostro insegnante di religione e non fa altro che ripeterci che non dobbiamo dire le preghiere solo per ottenere qualcosa in cambio.
“Dio non è come Babbo Natale, non so se mi spiego!”
Comunque c’è un trucchetto. Non devi mai chiedere a Dio cose per te stesso, meglio chiedere cose tipo del cibo per i poveri bambini neri dell’Africa che muoiono di fame. Così Dio è tutto contento perché ti sei comportato da buon Cattolico, e può darsi che per la contentezza fa una bella sorpresa pure a te. Tipo quella volta che Gli ho chiesto di mandare dei Mars ai bambini dell’Etiopia ed è andata a finire che l’Everton ha battuto il Southampton 8-0. A dire il vero, però, non ho mai controllato se alla fine i bambini etiopi quei Mars li hanno ricevuti o no.
DIO NON STA BENE

DIO NON STA BENE, LeBolleBlu Edizioni, Bari 2010, è disponibile presso la libreria Laterza, Via Sparano, Bari e a http://www.amazon.it

Tuesday, 14 December 2010

Serpenti nella culla


Aphrodite aveva due amiche, Sylvia e Sarah, due gemelle identiche. Identiche tranne per il fatto che Sarah aveva un modo strano di guardarmi. Non c'era niente di inusuale in questo, ovviamente. La mia faccia ispirava una sorta di affascinata repulsione quasi in tutti. In un'occasione notai che due suore ebbero un brivido alla mia vista. Avrei voluto rassicurarle, dir loro che era tutto ok, che la Natura aveva provvisto a ricompensarmi sotto forma di un enorme pisello, ma la timidezza ebbe la meglio.
Vi dicevo di Sarah. Aveva i capelli corti che le contornavano il volto come un migliaio di grandi virgole nere, e un sorriso che ti faceva sentire bene nel modo in cui ti fa sentire bene l'ultimo giorno di scuola. Quando, però, smetteva di sorridere, non sapevi più che pensare; i suoi occhi scuri avevano la curiosità affamata di un cannibale. Ogni volta che mi guardava, mi offrivo di andarle a prendere un biscotto
DIO NON STA BENE

Dio non sta bene sarà pubblicato il 16 dicembre 2010 da LeBolleBlu.

Wednesday, 17 November 2010

Guida indispensabile alla grammatica inglese

SIMPLE PRESENT Habits, Repeated Actions - I vomit on cabinet ministers whenever I can.

Permanent States - I am Irish. / Silvius is a wanker. / Vomit smells.

Is often used with Adverbs of Frequency - I usually vomit when I hear Emile Faith’s voice. / My dog always vomits when he sees Bruno Scooter on TV:



PRESENT CONTINUOUS

At the moment
- Sorry, darling, I’m vomiting on Umbert at the moment so I can’t help you wash the dishes.

In this period - I’m vomiting every day at the moment because I keep hearing such nauseating rubbish spoken on TV.

Future Arrangement - I’m vomiting in a “Puke on a Criminal” Competition tomorrow.



SIMPLE PAST

With specific past time
- I vomited on Mary Star yesterday evening.

When the specific past time is implicit (i.e. both speaker and listener know when even if it is not stated - Which bits of her did you vomit on? [“yesterday evening” is implicit]

Asking when - When did you last vomit on Mary Star?



PAST CONTINUOUS

Past action in progress at a given moment
- I was vomiting on the prime minister when the Angel of the Lord appeared bringing a message of personal thanks from God.



FUTURE - BE GOING TO + INFINITIVE

Future intentions
- I’m going to vomit on the next person who tells me that Silvius is “in gamba”.



FUTURE - WILL/SHALL

After the verb “think”
- I think I will vomit on Sarah Palin this afternoon.

Making promises – Trust me, darling, I will vomit on Mr Rent as soon as I see him.

For spontaneous (non-premeditated decisions) - I’ll vomit now, that way I can go out later.



CONDITIONALS

1st conditional (real possibility)
- If I have time today, I will vomit on Mr Bonds.

2nd conditional (more remote hypothesis) - If I were invited onto his programme, I would vomit on Bruno Scooter.

3rd conditional (no longer possible) – If I had been present at Bruno's birth, I would have vomited over the midwife.



PRESENT PERFECT SIMPLE

Finished action, time not important
- I have vomited on many Italian cabinet ministers but I have never vomited on a high-ranking German

Past action, present time - I have vomited on four cabinet ministers today / this week / this month.

Announcing news – British prime minister David Cameron has vomited over his Italian counterpart.

With “How long…?” “for” and “since” to express an unfinished action - How long have you wanted to vomit on Mr Three-Mountains? / For many years now I have wanted to vomit on Mr Three-Mountains. / I have wanted to vomit on Mr Three-Mountains since I first heard him speak.

(NB in many cases, including this one, the Present Perfect Simple and Present Perfect Continuous are practically interchangeable, hence: How long have you been wanting to vomit on Mr Three-Mountains? / For many years now I have been wanting to vomit on Mr Three-Mountains. / I have been wanting to vomit on Mr Three-Mountains since I first heard him speak. )

Past action, present consequence – Someone has vomited on Silvius. [That is why he is now covered in small, evil-smelling pieces of diced carrot.]

The Present Perfect is often used with certain adverbs – I have just vomited on Silvius. / I have recently vomited on Silvius and several of his colleagues. / My grandmother has not vomited on Silvius yet. / Are you seriously telling me you still haven’t vomited on Silvius?



PRESENT PERFECT CONTINUOUS

Describing recent activity where the focus is not on specific results (the action may be finished or unfinished)
– I have been vomiting on a lot of Silvius's friends recently. (cf. I have vomited on 73 of Silvius's friends this week).

With “How long…?” “for” and since” to express an unfinished action – How long have you been vomiting on Silvius’s friends? / I have been vomiting on Silvius’s friends for ten years now. / I have been vomiting on Silvius’s friends since I was 3 years old.



PAST PERFECT SIMPLE

Referring to a past action that precedes the past time on which the speaker is already focusing
- I had met Mrs Lendjames several times before the day I vomited that Chinese lunch over her.



PAST PERFECT CONTINUOUS

Referring to a continual (recurrent) or continuous (uninterrupted) past action in the period that precedes the past time on which the speaker is already focusing
- I had been vomiting on cabinet ministers for many years before I was first nominated for the Nobel Peace Prize. / I had been vomiting for at least 30 seconds when Bruno stopped speaking.



OBLIGATION

Obligation imposed by speaker
- You must finish vomiting over these photos of the cabinet before you go out to play.

Obligation not imposed by speaker - I have to finish vomiting over these photos of the cabinet before my mother will let me go out to play

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

Saturday, 7 August 2010

Il declino del chierichetto-imprenditore

Qualche mese fa, durante una cena famigliare, Nipote 6A ha fatto la seguente domanda a mia sorella Six:
“Mamma, ma in tutto il mondo ci sono persone più ricche di Zio Four?”
Abbiamo evitato tutti di guardare Four. Conosciamo già quella sua espressione compiaciuta da quando da ragazzino vinceva a Monopoly grazie alla sua capacità di convincere la mia sorellina Nine a vendergli le proprietà di valore a prezzi ridicoli. (Abbiamo scoperto anni dopo che, in cambio, Nine – mica era fessa, la bambina – si faceva dare una percentuale del guadagno delle Smarties di contrabbando che Four spacciava davanti al cancello della All Saints’ Primary School.)
“Direi che ce ne sono tante,” le risponde la madre.
Adesso, divertiti, tutti fissiamo Four, che non ha mai sopportato l’idea che qualcuno possa avere più soldi o più potere di lui: a sette anni, si é dimesso dai chierichetti ad All Saints quando ha scoperto che non aveva il diritto né di sentire le confessioni, né di dare l’assoluzione; poco dopo, ha messo su la sua prima impresa vendendo indulgenze durante gli incontri bisettimanali dell’Associazione dei Catechisti Ritardati di Liverpool.
“A dire la verità, 6A, sono anche io più ricco di Zio Four.” Stupiti, ci giriamo tutti verso mio fratello più piccolo, Seven. Tutti tranne Four, che é troppo impegnato a cercare di sopravvivere al pezzo di arrosto di agnello che gli é andato di traverso. Nine gli dà un colpo sulle spalle e un’enorme pallottola di carne ovina masticata esce ad alta velocità dalla bocca dell’ex chierichetto-imprenditore, sfiorando l’orecchio di Seven.
“Tu che cosa fai, Zio Seven?” chiede 6A. “Da grande, io voglio fare il lavoro che fai tu.”
“In effetti, non ci hai mai spiegato che cos’é che fai lì in Svizzera,” aggiunge mia sorella. “Dovremo mandare qualcuno a indagare.”
Four – che ha ripreso a respirare normalmente – annuisce entusiasta ma Seven, sorridendo tra sé e sé, non risponde. Io, intanto, controllo la mia agenda.